VOGLIAMO APRIRE UN DIBATTITO SUI TEMI DELLA POLITICA, DEL SINDACATO, DEL SOCIALE, DELL'AMBIENTE E DELLE QUESTIONI QUOTIDIANE: IL CARO VITA, I PROBLEMI DELLA CASA, DEI "DIVERSAMENTE ABILI", DELL'ABBANDONO DEGLI ANZIANI, DEI GRAVI ATTACCHI AI DIRITTI DELLE DONNE, DEI GAY, DELLA CRIMINALIZZAZIONE DEI POVERI, DEI DISEREDATI, DEI ROM E DEI MIGRANTI, ECC... MA ANCHE DI ALTRE QUESTIONI:INSOMMA, UNA DISCUSSIONE A 360°!
RETE 28 APRILE TARANTO
COMUNICATO STAMPA
La “Rete 28 Aprile” – CGIL – ritiene che il provvedimento di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria(C.I.G.O.), che il Gruppo Riva vuole imporre ai lavoratori, è del tutto illegittimo, in quanto scarica sui lavoratori i costi di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità, approfittando delle difficoltà di un rallentamento del mercato dell’acciaio. Insomma, come al solito, quando le cose vanno bene i padroni incassano(nel 2007 Riva ha fatto 877,9 milioni di € di profitto), ma alle prime difficoltà sono le maestranze a sobbarcarsi i costi.
Questo provvedimento non può passare. I lavoratori devono pretendere dalle organizzazioni sindacali una vera trattativa per evitare che siano messi in CIGO, per es.: utilizzando gli operai per attività di miglioramento dell’ambiente e della sicurezza sui posti di lavoro; facendo momentanei spostamenti su altre parti di impianti che hanno bisogno di manutenzione. Ci sono tante possibilità per ovviare che si mettano gli operai in CIGO. Va ricordato che oltre a perdere consistenti quote di salario dalla paga mensile, si perderanno quote del premio di risultato, del premio di produzione, della tredicesima, ma anche del valore dei contributi che essendo figurativi, nel calcolo finale su l’intera vita lavorativa la quota pensione sarà ulteriormente ridotta.
Va detto un deciso No alla CIGO! Ma per costringere chi fa gli incontri con l’azienda si devono fare due cose basilari: la prima è di indire immediatamente le assemblee di tutti i lavoratori; la seconda è di auto-organizzarsi per resistere agli attacchi che i dirigenti dell’azienda faranno agli operai, per dividerli, promettendo ad alcuni di non metterli in CIGO, separando così “i buoni dai cattivi”. Dobbiamo essere uniti per sconfiggere questo attacco ulteriore alle nostre condizioni di lavoro e di vita.
La “Rete 28 Aprile” – CGIL – ritiene che il provvedimento di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria(C.I.G.O.), che il Gruppo Riva vuole imporre ai lavoratori, è del tutto illegittimo, in quanto scarica sui lavoratori i costi di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità, approfittando delle difficoltà di un rallentamento del mercato dell’acciaio. Insomma, come al solito, quando le cose vanno bene i padroni incassano(nel 2007 Riva ha fatto 877,9 milioni di € di profitto), ma alle prime difficoltà sono le maestranze a sobbarcarsi i costi.
Questo provvedimento non può passare. I lavoratori devono pretendere dalle organizzazioni sindacali una vera trattativa per evitare che siano messi in CIGO, per es.: utilizzando gli operai per attività di miglioramento dell’ambiente e della sicurezza sui posti di lavoro; facendo momentanei spostamenti su altre parti di impianti che hanno bisogno di manutenzione. Ci sono tante possibilità per ovviare che si mettano gli operai in CIGO. Va ricordato che oltre a perdere consistenti quote di salario dalla paga mensile, si perderanno quote del premio di risultato, del premio di produzione, della tredicesima, ma anche del valore dei contributi che essendo figurativi, nel calcolo finale su l’intera vita lavorativa la quota pensione sarà ulteriormente ridotta.
Va detto un deciso No alla CIGO! Ma per costringere chi fa gli incontri con l’azienda si devono fare due cose basilari: la prima è di indire immediatamente le assemblee di tutti i lavoratori; la seconda è di auto-organizzarsi per resistere agli attacchi che i dirigenti dell’azienda faranno agli operai, per dividerli, promettendo ad alcuni di non metterli in CIGO, separando così “i buoni dai cattivi”. Dobbiamo essere uniti per sconfiggere questo attacco ulteriore alle nostre condizioni di lavoro e di vita.
TUTTI A S. MARZANO IL 9 NOV.
NULLA CI PUO' FERMARE, NEMMENO UNA VALANGA DI MONNEZZA
FIRME PER LA PROPOSTA DI LEGGE SU SALARIO E PENSIONI
E' iniziata da qualche giorno la raccolta di firme per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per il "SALARIO MINIMO INTERCATEGORIALE(SMIC)", per il "SALARIO SOCIALE" ai disoccupati, per un nuovo sistema di "SCALA MOBILE" SEI SALARI E DELLE PENSIONI".
Giovedì 9/ott./2008 dalle ore 17,30 fino alle 20,30 saremo presenti in via D'Aquino/p.za M. Immacolata con il banchetto per raccogliere firme.
Sabato 11/ott./2008 dalle ore 17,30 alle 20,30 raccoglieremo firme a Pulsano nella piazza principale.
Domenica 12/ott./2008 dalle ore 17,30 fino alle 22,00 i compagni di Grottaglie continueranno la raccolta firme in p.za Principe di Piemonte.
Venite a trovarvi e a firmare...!
Giovedì 9/ott./2008 dalle ore 17,30 fino alle 20,30 saremo presenti in via D'Aquino/p.za M. Immacolata con il banchetto per raccogliere firme.
Sabato 11/ott./2008 dalle ore 17,30 alle 20,30 raccoglieremo firme a Pulsano nella piazza principale.
Domenica 12/ott./2008 dalle ore 17,30 fino alle 22,00 i compagni di Grottaglie continueranno la raccolta firme in p.za Principe di Piemonte.
Venite a trovarvi e a firmare...!
BASTA CON SALARI DA FAME
Basta con salari e pensioni da fame!!! Firma la proposta di legge
Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni. Abolita la ‘scala mobile’ nel 1992 –l’unico strumento per difendere il potere d’acquisto- tutte le retribuzioni hanno perso mediamente 7.000 euro all’anno e ora il 20% di lavoratori e lavoratrici è sotto la soglia di povertà! Anche l’Istat ha riconosciuto che gli aumenti dei beni di maggior consumo sono da 3 a 5 volte più di quelli registrati.
Mentre i profitti di imprese, banche e assicurazioni hanno il tasso di incremento più alto d’Europa, i salari in Italia sono precipitati all’ultimo posto, anche con la complicità dei sindacati confederali che hanno contrattato al ribasso. Si è avuto un gigantesco spostamento di 120 miliardi di euro all’anno dai salari ai profitti e alle rendite (dati BRI, istituto dipendente dalla Banca centrale europea): per questo non si arriva a fine mese!!
Sinistra Critica avvia una campagna nazionale di raccolta-firme di massa per una Legge di iniziativa popolare , che sarà presentata in Parlamento, per:
* un Salario minimo intercategoriale di 1300 euro netti al mese
* un Salario sociale per tutti periodi di non lavoro e un Minimo previdenziale di 1000 euro
* la restituzione integrale del Fiscal drag : se ciò non avviene si attua un furto nelle buste paga, perché per effetto dell’aumento nominale dei salari (che non corrisponde al potere d’acquisto) si pagano più tasse di quanto dovuto dalla legge
* una nuova Scala mobile , nella forma del recupero automatico annuale del differenziale tra inflazione reale e inflazione programmata
I soldi ci sono, basta contenere i profitti, eliminando la riduzione del cuneo fiscale alle imprese deciso da Prodi (15 miliardi di euro in due anni!) e introducendo la tassazione al 20% delle rendite finanziarie per chi ha redditi superiori a 50.000 euro all’anno.
I nostri nemici non sono gli altri lavoratori – italiani o migranti che siano – ma i padroni che hanno fatto fortuna sia coi governi di centrodestra che di centrosinistra.
è questo il pacchetto sicurezza che ci vuole! sicurezza di poter campare decentemente!!
Contattaci, aiutaci a raccogliere le firme, a costruire banchetti in ogni quartiere e azienda
A TARANTO SIAMO PRESENTI IN VIA D. PELUSO N° 74
Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni. Abolita la ‘scala mobile’ nel 1992 –l’unico strumento per difendere il potere d’acquisto- tutte le retribuzioni hanno perso mediamente 7.000 euro all’anno e ora il 20% di lavoratori e lavoratrici è sotto la soglia di povertà! Anche l’Istat ha riconosciuto che gli aumenti dei beni di maggior consumo sono da 3 a 5 volte più di quelli registrati.
Mentre i profitti di imprese, banche e assicurazioni hanno il tasso di incremento più alto d’Europa, i salari in Italia sono precipitati all’ultimo posto, anche con la complicità dei sindacati confederali che hanno contrattato al ribasso. Si è avuto un gigantesco spostamento di 120 miliardi di euro all’anno dai salari ai profitti e alle rendite (dati BRI, istituto dipendente dalla Banca centrale europea): per questo non si arriva a fine mese!!
Sinistra Critica avvia una campagna nazionale di raccolta-firme di massa per una Legge di iniziativa popolare , che sarà presentata in Parlamento, per:
* un Salario minimo intercategoriale di 1300 euro netti al mese
* un Salario sociale per tutti periodi di non lavoro e un Minimo previdenziale di 1000 euro
* la restituzione integrale del Fiscal drag : se ciò non avviene si attua un furto nelle buste paga, perché per effetto dell’aumento nominale dei salari (che non corrisponde al potere d’acquisto) si pagano più tasse di quanto dovuto dalla legge
* una nuova Scala mobile , nella forma del recupero automatico annuale del differenziale tra inflazione reale e inflazione programmata
I soldi ci sono, basta contenere i profitti, eliminando la riduzione del cuneo fiscale alle imprese deciso da Prodi (15 miliardi di euro in due anni!) e introducendo la tassazione al 20% delle rendite finanziarie per chi ha redditi superiori a 50.000 euro all’anno.
I nostri nemici non sono gli altri lavoratori – italiani o migranti che siano – ma i padroni che hanno fatto fortuna sia coi governi di centrodestra che di centrosinistra.
è questo il pacchetto sicurezza che ci vuole! sicurezza di poter campare decentemente!!
Contattaci, aiutaci a raccogliere le firme, a costruire banchetti in ogni quartiere e azienda
A TARANTO SIAMO PRESENTI IN VIA D. PELUSO N° 74
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